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Eventi e Seminari

Connessioni Clinico-Forensi organizza regolarmente eventi, seminari e incontri formativi rivolti a professionisti del settore legale, psicologico, medico e sociale. Questi eventi rappresentano momenti di confronto interdisciplinare, permettendo a esperti di diversi ambiti di condividere esperienze e sviluppare competenze comuni per la gestione di casi complessi, con particolare attenzione ai minori e alle dinamiche familiari.

Eventi in Evidenza:

Adozione piena e continuità affettiva

La sezione Ondif di Torino ha invitato la dott.ssa Schiva ad intervenire sul tema “LEGAMI E SVILUPPO PSICOLOGICO NEL MINORE” all’interno di  uno spazio di confronto multidisciplinare dedicato alle sfide e alle opportunità dei percorsi adottivi. 
La dott.ssa Schiva proverà ad evidenziare le criticità anche alla luce della più recente giurisprudenza.

Laura Guazzone – Presidente ONDIF Sez. Torino
Ilaria Dionisio – Direttivo ONDIF Sezione di Torino
Chiara Sartoris – Docente di Diritto Privato e di Famiglia Università di Firenze
Francesco Sirchia – Magistrato presso il Tribunale per i Minorenni di Torino e della Valle d’Aosta
Maria Serena Schiva – Psicologa e Psicoterapeuta
Frida Tonizzo – Presidente Nazionale ANFAA

Vuoi partecipare? Iscriverti al nostro evento è facilissimo: invia subito un’e-mail a info@connessioniclinicoforensi.it
e preparati a vivere un’esperienza formativa unica!

Eventi in Evidenza:

La banalità del male

All’interno della manifestazione Robe da Matt* 2026 e della cornice tematica “Mostri in Mostra“, l’incontro propone una riflessione critica su uno degli stereotipi più diffusi nella narrazione sociale della violenza: l’idea che gli autori di reati particolarmente gravi siano individui radicalmente “altri”, eccezionali o necessariamente patologici. Nel linguaggio mediatico e nel senso comune queste persone vengono spesso rappresentate come “mostri“, alimentando una visione semplicistica che associa automaticamente la violenza alla psicopatologia. A partire dall’esperienza della psicologia forense, l’incontro offrirà uno sguardo più complesso su questi fenomeni, mostrando come, nella maggior parte dei casi, si tratti di persone apparentemente comuni, inserite nei contesti sociali ordinari.
Attraverso la presentazione di due casi reali, seguiti professionalmente da membri di “Connessioni“, verranno esplorati alcuni dei processi che contribuiscono alla costruzione sociale della “mostruosità”. La discussione dei casi sarà inoltre occasione per aprire un confronto con il pubblico, stimolando un momento di dialogo e riflessione condivisa.

Paola Golzio – psicologa psicoterapeuta, specializzata
in psicoterapia individuale e di gruppo, Consulente
psicodiagnosta per CTU in ambito civile e penale
Antonio Pellegrino – psichiatra e psicoterapeuta.
Iscritto all’Albo dei Periti e dei CTU del Tribunale di
Torino, svolge attività forense, di Ufficio e di Parte, in
ambito penale, civile e minorile
Elena Rossi –psicologa psicoterapeuta, specializzata in
psicoterapia individuale e di gruppo, CTU e Perito del
Tribunale
Maria Serena Schiva –psicologa, psicoterapeuta,
specialista in Psicologia clinica, esperta in ambito
forense, CTU e Perito del Tribunale
Francesca Virdis – psicologa psicoterapeuta,
specialista in Psicologa clinica, CTU del Tribunale

Vuoi partecipare? Iscriverti al nostro evento è facilissimo: invia subito un’e-mail a info@connessioniclinicoforensi.it
oppure compila il form al seguente link : https://forms.gle/ja3yFwNPY7qG6zwY6

In occasione del Corso di Alta Formazione in Gruppoanalisi applicata “Costruzione e Gestione di Setting Complessi e del Lavoro in Rete”, organizzato da APRAGI, il Dott. Pellegrino è intervenuto come relatore presentando l’esperienza e il modello di lavoro di Connessioni.

Connessioni nasce dall’incontro tra un’esigenza clinica e una forense: da un lato, il desiderio di lavorare in un’ottica di integrazione e complementarietà dei saperi; dall’altro, la necessità di rispondere con competenza alla complessità delle richieste in ambito forense. La presa in carico dei bisogni del committente assume forme diverse a seconda della cornice: attraverso relazioni clinico -forensi nelle consulenze tecniche di parte (CTP), mediante perizie e la costituzione di collegi multidisciplinari nelle consulenze tecniche d’ufficio (CTU), oppure tramite interventi trattamentali strutturati che richiedono la collaborazione di più figure professionali, quali psicologi, educatori, psichiatri, in un’azione coordinata e sinergica. Creare un gruppo di lavoro significa accogliere la complessità del mondo esterno generando una ricchezza interna altrettanto complessa. Significa non rimanere da soli di fronte ai casi, non cedere alla tentazione di semplificazioni riduttive, ma costruire uno spazio di pensiero condiviso in cui convergono sguardi differenti. È in questo intreccio di prospettive che diventa possibile vedere ciò che al singolo, da solo, può sfuggire.
In Connessioni non esiste un modello dominante né un insieme di tecniche esclusive. Il gruppo è composto da professionisti provenienti da orientamenti teorici diversi, ciascuno portatore di competenze specifiche. Questo modo di abitare il lavoro sembra facilitare la lettura della complessità e trasforma ogni intervento in un’occasione di crescita per tutte le persone coinvolte.
Connessioni è una realtà professionale con un’identità chiara, un punto di riferimento per colleghi e collaboratori. Riunisce professionisti con diversi livelli di esperienza: colleghi più grandi impegnati nelle CTU e CTP e colleghi più giovani che partecipano come collaboratori e uditori. È un sistema dinamico, in cui chi oggi apprende attraverso l’affiancamento diventerà domani professionista, capace a sua volta di accompagnare altri nel percorso di crescita. Il sapere, infatti, si costruisce nel tempo, attraverso il confronto e l’esperienza condivisa. Stare in gruppo significa formarsi continuamente, rimettersi in discussione, evitare le comfort zone che rischiano, con il tempo, di restringersi fino all’autoreferenzialità. Connessioni è trasmissione di un saper fare fondato su deontologia, etica, correttezza professionale trasparenza. È costruzione di una rete che collega realtà diverse, creando legami tra discipline, professionisti e persone. All’interno del gruppo non si alimenta una retorica della famiglia, ma si riconoscono e si esercitano funzioni genitoriali simboliche. Le relazioni sono fluide e responsabili: c’è chi offre contenimento e orientamento normativo, chi garantisce ascolto e nutrimento professionale, e chi, nel ricevere, stimola il gruppo a rinnovarsi, interrogarsi e crescere. La gruppalità si esprime così in una duplice dimensione: orizzontale, nel lavoro tra pari; e verticale, nella trasmissione del sapere e nella crescita dei più giovani all’interno di un contesto protettivo e generativo.

Eventi in Evidenza:

Corso di Alta Formazione in Clinica Forense

Organizzato da A.Psi.C -
Associazione Psicoanalisi Contemporanea

La clinica psicoanalitica applica da tempo le proprie competenze anche al contesto forense, ambito in cui il Tribunale richiede consulenze psicologiche in casi civili e penali che coinvolgono minori e famiglie.
Per lavorare in questo settore serve una formazione specifica: conoscere il linguaggio giuridico, integrare la prospettiva clinica con quella normativa, rispettare i criteri deontologici e adottare una metodologia peritale strutturata.
Il corso offre un approccio operativo basato su teoria, pratica e analisi di casi reali, guidati da professionisti con esperienza forense. I partecipanti potranno inoltre affiancare un CTU come Uditori durante un incarico, osservando da vicino l’intero processo peritale e rielaborandolo in momenti di supervisione.

Tra i docenti anche i dr.i Schiva e Pellegrino mentre Connessioni si rende disponibile come sede di affiancamento per gli Allievi.

Laura Angius – Direttrice Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni di Torino
Stefano Ardagna – Componente del Direttivo Camera Minorile Torino
Maria Annalisa Balbo – Psicologa Psicoanalista Spi
Giulia Brolato – Specialista Amburatoriale Psicologia dell’Età Evolutiva
Antonina Calligaris  Psicologa Psicoterapeuta, Consulente e Perito del Tribunale di Torino
Daniela Cassano  –  Neurologa, Psicoterapeuta
Marilena Dellavalle – Prof.ssa associata Dipartimento Culture, Politica e Società
Università degli Studi di Torino, Docente di Servizio Sociale
Patrizia de rosa – Neuropsichiatra Infantile, CTU e CTP del Tribunale
Chiara Donat Cattin – Avvocata Penalista
Laura Fattori – Psicologa Psicoterapeuta
Daniela Giannone – ex Magistrata
Antonio Pellegrino – Psichiatra, CTU e CTP del Tribunale
Chiara Pugnetti – Psicologa Psicoterapeuta
Anna Ronfani – Avvocata Penalista
Mirella Rostagno – Psicologa Psicoterapeuta, Consulente e Perito del Tribunale di Torino, Responsabile Scientifica del Corso di Alta Formazione in Clinica Forense
Ilaria Saracano – Psicologa Psicoterapeuta, Membro Rete Psi-LabTalento UniPv
Maria Serena Schiva – Psicologa Psicoterapeuta, Consulente e Perito del Tribunale
Daniela Settembrini – Psicologa Psicoterapeuta CTP per il Tribunale di Torino,
Presidente di A.Psi.C.
Sara Silengo – Avvocata familiarista
Alessandra Simonetto – Psicologa Psicoterapeuta, Gruppoanalista
Precious Ugiagbe – Mediatrice etnoclinica

Vuoi partecipare?
Per informazioni e Iscrizione scrivere a amministrazione@apsic.it

Seminar passati:

La banalità del male

In occasione della XII edizione di Robe da Matt*, «Mostri in mostra e mostri nascosti», i professionisti di Connessioni Clinico Forensi si sono interrogati su un tema particolarmente delicato ed estremamente attuale: come viene raccontata, pensata e rappresentata socialmente la violenza?
L’incontro, volto a promuovere una riflessione teorica e critica sul concetto di “mostruosità”, è stato intitolato “La Banalità del Male”, richiamando esplicitamente le riflessioni di Hannah Arendt. Tale riferimento permette di mettere in discussione la tendenza, ancora diffusa nell’immaginario collettivo, a rappresentare l’autore di reati gravi attraverso categorie rigide e semplificanti, che lo descrivono come un soggetto radicalmente “altro”, distante, intrinsecamente deviante e patologico.
Si riconosce quindi la presenza di una continuità tra ordinarietà e violenza, assumendo che quest’ultima non si manifesti necessariamente attraverso tratti di eccezionalità, ma che possa emergere anche all’interno di traiettorie di vita ordinarie.
Durante l’evento sono stati presentati due casi clinici, differenti per dinamiche e contesto ma accomunati dalla capacità di mettere in crisi interpretazioni immediate e semplificanti. 
Attraverso le vicende analizzate, è emerso come condotte profondamente perturbanti possano svilupparsi all’interno di soggetti pienamente inseriti nella società, senza che ciò attenui in alcun modo la gravità dei fatti né comporti forme di giustificazione.
A conclusione dell’incontro, sono stati inoltre presentati dati di ricerca empirica di ambito clinico e criminologico, utili ad analizzare criticamente l’associazione – spesso – automatica tra patologia psichiatrica e comportamento violento. Le evidenze disponibili restituiscono un quadro articolato, nel quale la presenza di diagnosi psichiatrica, di per sé, non è strettamente legata al rischio di violenza né determina automaticamente l’esito giudiziario, che risulta invece più influenzato da fattori come abuso di sostanze, precedenti comportamenti violenti e caratteristiche socio-anamnestiche. A fare da filo conduttore dell’intero incontro è stata anche una riflessione che ne ha accompagnato la chiusura: non sono le persone ad essere mostruose, ma, semmai, i comportamenti. Uno spostamento di sguardo che consente di mantenere la responsabilità degli atti senza ricorrere a etichette che rischiano di semplificare e allontanare dalla realtà dei fatti.
La discussione finale ha aperto un confronto partecipato con il pubblico, e ciò ha rappresentato un ulteriore occasione di approfondimento e sensibilizzazione, nella consapevolezza che comprendere la complessità dei fenomeni non significhi ridurne la gravità: significa sottrarli a letture semplificate che rischiano di alimentare stigma, distanza sociale e fraintendimenti interpretativi.

Il Gruppo Intervisione di Connessioni

Il Gruppo nasce dal desiderio di uno scambio reciproco e dalla volontà di intrecciare modalità e approcci di lavoro differenti.
Gli spazi di intervisione sono essenziali nel lavoro clinico per affrontare casi complessi, apprendere dalle esperienze reciproche e attivare luoghi di riflessione critica e supporto.
Per queste ragioni nasce un Gruppo di Intervisione rivolto a Colleghi Psicoterapeuti provenienti da differenti formazioni teorico-cliniche. Ad ogni incontro di Gruppo si utilizzerà un diverso modello di conduzione portato dai partecipanti stessi che, a rotazione, condurranno la sessione di lavoro con centratura su una situazione clinica
L’obiettivo del Gruppo è quello di apprendere reciprocamente tecniche e metodologie provenienti da approcci teorici differenti, favorendo la crescita professionale e riducendo l’isolamento e la parcellizzazione culturale che la nostra professione sempre rischia.

Minori al Centro - Sensibilità e Professionalità a Confronto

Il Dr. Antonio Pellegrino ha partecipato all’evento “Minori al centro” organizzato dalla Fondazione dell’Avvocatura Torinese Fulvio Croce e dall’Associazione Specialistica CAMMINO, evidenziando l’importanza dell’integrazione tra Psicologo e Psichiatra nelle CTU Collegiali per Minori e Famiglia. Ha sottolineato come, combinando approcci induttivi e funzionali in un’osservazione fenomenologica, sia possibile ottenere una valutazione prognostica più completa. In questo contesto, il CTU Psichiatra deve adottare un ruolo osservativo e descrittivo, mentre il Collegio deve essere formato da professionisti con una preparazione integrata e complementare, favorendo così l’integrazione, la complementarietà e la condivisione.

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Partecipa al Seminario "Minori al Centro"

Unisciti a esperti nel campo della tutela dei minori per un confronto interdisciplinare tra avvocati, psicologi, assistenti sociali e giudici. Un’opportunità unica per approfondire temi cruciali nel settore.